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Autore Discussione: "pista" alpe pirlo  (Letto 439 volte)
rebelix
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« inserito:: 04 Febbraio 2010, 08:22:03 »

ultime news - copio e incollo da "la provincia di sondrio" del 03.02.2010

chiesa Non era all'ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì sera a Chiesa in Valmalenco, ma, la discussione ha finito per imperniarsi e, financo, incagliarsi proprio su di essa: la realizzazione della pista forestale che conduce all'alpe Pirlo. Un intervento di cui si parla da anni a Chiesa e che, proprio la scorsa estate, è balzato addirittura agli onori delle cronache nazionali essendo stato, l'argomento, oggetto di un intervento piuttosto pepato sul quotidiano ?La Repubblica?.
«Non sono mai stato neppure io del tutto convinto circa la realizzazione della pista forestale che porta al Pirlo ? ha attaccato subito Cristian Pedrotti, ex sindaco, attuale capogruppo di opposizione, a margine della discussione sulla regolamentazione delle piste forestali esistenti sul territorio comunale -, però, la mia amministrazione, alla fine, aveva optato per tenere conto delle istanze della popolazione che frequenta il Pirlo, autentico gioiellino d'alta quota, e che desiderava poter contare su un più facile accesso all'alpeggio così da poterlo ?coltivare? e mantenere al meglio. Ora, però, quelle stesse persone si sono rivolte a me per farmi sapere del forte malumore che serpeggia al loro interno dato che, l'amministrazione in carica vorrebbe sì realizzare la pista di collegamento al Pirlo, ma, non già con partenza da Primolo, come vorrebbe la cittadinanza, ma con partenza da Giumellino. Cosa che nessuno vuole. Allora, mi chiedo, che senso ha fare una pista che, poi, nessuno in paese appoggia, almeno in quei termini? E come la mettiamo con la presenza, lungo il tracciato previsto dalla vostra amministrazione, delle cave di pietra ollare? Perché il timore, in paese, è che, poi, queste ultime possano trasformarsi in attività a cielo aperto di tutt'altro impatto rispetto all'attuale».
«Finanto che sarò sindaco di Chiesa, posso assicurare, - ha chiarito Miriam Longhini ? che le cave di pietra ollare del Pirlo (che parrebbero essere state vendute a imprenditori del settore, nda) non subiranno alcuna trasformazione nel senso paventato. E' fuori di discussione. Peraltro, sul punto, non mi sembra faccia, comunque, la differenza il fatto che la pista, larga non più di 3 metri, parta da Primolo o da Giumellino. Lo dico per inciso perché di cave a cielo aperto non ne vedo nel futuro. Quanto alla pista forestale ? ha poi insistito il sindaco ? so che gli alpigiani, proprietari di terreni, baite e quant'altro al Pirlo erano più favorevoli alla partenza da Primolo. Li abbiamo incontrati come amministrazione e vi abbiamo parlato a lungo spiegando che, una pista che parte da Primolo ci costa il doppio, circa 500mila euro, rispetto ad un tratto che parte da Giumellino. E in un periodo difficile come questo risparmiare un po' di soldi non è cosa da poco. Inoltre, dato economico a parte, ci sembra che la pista che sale da Primolo sia molto più impattante perché visibile anche da Chiesa rispetto al tracciato da Giumellino. E, oggi come oggi, con l'attenzione anche mediatica che c'è sull'argomento non abbiamo alcuna intenzione di sollevare polveroni sulla questione».
A chiusura, comunque, di una discussione che rimane apertissima in paese, il consiglio ha accolto la mozione di Gianfranco Comi impegnandosi a non realizzare, in futuro, al Pirlo alcuna cava a cielo aperto.

Interessante! Ora il punto non è più "pista SI - pista NO"... ora siamo già al: "si parte da Primolo o dai Giumellini??"


 
 
 
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« Risposta #1 inserito:: 06 Febbraio 2010, 13:41:07 »

incollo qui di seguito riflessione del 25-09-2009

STRADA PIRLO: SIAMO PROPRIO CERTI DI QUEL CHE STIAMO FACENDO??
Senza l’intervento secolare di generazioni di malenchi, quel piccolo gioiellino che è il maggengo del Pirlo non sarebbe lo splendido luogo decantato da tanti illustri personaggi, così come descritto dettagliatamente da Giuseppe Turani nel recente articolo apparso su Repubblica.
L’uomo da queste parti, come in tutte le Alpi, è stato un eco-fattore straordinario ed ha avuto la capacità di arricchire il suo habitat secondo natura ed in modo originale, realizzando radure e terrazzamenti in linea con un compromesso millenario fra uomo e ambiente.
Le quotidiane fatiche della famiglia Bagiolo che i sega i pra del Pirlo (che falciano regolarmente i prati del Pirlo), hanno consentito recentemente al divo di Hollywood George Clooney di fare pic-nic su una distesa d’erba rasata come uno dei migliori green del pianeta!
Senza il loro lavoro, sovente strappato ai giorni di riposo e alle ferie, avrebbe trovato una distesa di rovi e scignun (erbe e paglie incolte).
Oltre al lato estetico, non possiamo non ricordare che il lavoro di questi pochi eroici uomini di montagna è una delle poche azioni concrete che ripristina quella cultura “verticale†capace di garantire anche l’equilibrio idrogeologico.
Ora, a detta degli amministratori della Valmalenco, la realizzazione di una strada, permetterebbe il miglior mantenimento del maggengo e consentirebbe di dare risposte al progressivo degrado del territorio montano.
La domanda che viene spontanea è se tale decisione risulta sufficientemente ponderata, frutto di tutte le riflessione ed analisi del caso, che precedono la realizzazione di un’opera irreversibile, considerando l’eccezionalità dei luoghi e le note conseguenze negative, con annessi e connessi, che potrebbero innescarsi a catena, se si andrà a consentire l’avvicinamento di mezzi motorizzati al maggengo.
Pur se animata dalle migliori e più nobili intenzioni, come l’accesso chiuso e l’auspicata realizzazione a regola d’arte, alla "svizzera", questa frenesia costruttiva pone più di un quesito.
Occorre ad esempio ricordare che presso il vicino maggengo di Giumellino, raggiunto da qualche anno dalla strada, non esiste un solo prato falciato, mentre il Pirlo, raggiungibile solo da un misero tracciato pedestre è quel luogo incantevole che conosciamo, con ampi prati regolarmente falciati.
Contrastare il degrado e favorire l'agricoltura di montagna significa quindi attivare un sostegno vero ed autentico a chi realmente vive e lavora in quota, non già nella realizzazione di opere dalle dubbie finalità agricole.
Sappiamo inoltre che il Pirlo è una nota ed antichissima zona d’estrazione della Pietra Ollare e rientra tuttora tra i poli estrattivi di valle: forse una stradicciola ad uso agricolo larga “solo†3 metri potrebbe consentire anche un più rapido ed intensivo trasporto a valle della nobilissima pietra verde malenca??
Chiediamoci quindi, prima di dar vai libera alla ruspa, se un po' di cautela non guasterebbe.
Michele Comi geologo e guida alpina della Valmalenco
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