LA VOCE DELLA VALMALENCO - libera espressione di residenti e turisti
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Autore Discussione: ORRORE IN VALMALENCO  (Letto 780 volte)
roberta
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« inserito:: 20 Febbraio 2010, 09:25:18 »

Ragazzi parliamo tanto di AMBIENTE ,piste forestali sentieri ecc...... ma non vediamo lo scempio,l'orrore la devastazione della ns. valle causata dalle cave di serpentino che oramai servono solo all'arricchimento di pochi alle spalle di tutti noi, Ho saputo che ci sono i controlli della regione sul rapporto serpentino-amianto e alcuni valori sono alle stelle, infatti come ben sapiamo i filoni delle cave di amianto si intrecciano con quelli di serpentino. ma probabilmente tutto ancora una volta finira' in niente. d'altra parte siamo fuori dal mondo, siamo 4 gatti e non interessiamo a nessuno. ma forse e' ora che ci svegliamo COSA DITE?Che?!?Che?!?Che?!???' Scioccato  Scioccato  Scioccato  Scioccato
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« Risposta #1 inserito:: 25 Febbraio 2010, 13:03:26 »

Per esprimere opinioni corrette a riguardo sarebbe interessante disporre delle risultanze scientifiche di tali monitoraggi.

Sempre a tema, allego post assolutamente condivisibile del collega Popi Miotti comparso tempo fa su un altro forum....
Michele Comi

ps interloquire con chi si firma per esteso contribuirebbe a migliorare i termini del confronto

20. Vorace Val Malenco
Aggiunto il 25.08.2009 da Giuseppe 'Popi' Miotti
Scusate se rientro in gioco, il tema non è lo "stile alpino", ma il modo di gestire gli eventi e se vuoi anche il territorio in Val Malenco. Lasciamo dunque da parte la questione pure importante, spinosa ed irrisolta dell'uso degli elicotteri a fini turistici e dell'etica alpinistica. Ho remote radici malenche e parte della mia vita alpina, soprattutto quella degli esordi, è trascorsa in valle iniziando dai campeggi estivi a Pian del Lupo e dalle ricerche mineralogiche. In fin dei conti, anche se da anni considero la valle turisticamente e ambientalmente spacciata, non riesco a non amarla e ad intervalli, forse sbagliando, cerco ancora di metterne in luce gli angoli più belli. Tempo fa sono tornato al Pirlo; entusiasta ne descrivo l’escursione per poi sapere che è in progetto l’ennesima strada che sicuramente sarebbe peggio di quella che si voleva fare alla Musella. Vado al Passo delle Tre Mogge godendo della festa d’acqua e di colori dei pascoli d’Entova, ma mi ritrovo il disgustoso lavoro fatto per ampliare la strada di San Giuseppe con alcuni massi affettati le cui lisce facce sono un pugno in un occhio. Ovviamente per ridurre i sassi sporgenti si poteva fare in altro modo, ma si è preferito agire così. Che dire? Probabilmente, come ha suggerito per scherzo qualcuno, l’hanno fatto per potere scriverci sopra o per facilitare l’affissione di manifesti pubblicitari. Vado nella conca di Chiareggio, ma prima di arrivare in questo angolo incantato, dopo San Giuseppe mi trovo stretto fra un caotico silos e una “esplosiva” cava di beola che s’è mangiata un bel pezzo di montagna. Da anni qualcuno ha deciso che la valle doveva essere votata all’industria estrattiva e quindi il turismo, soprattutto estivo, dava e dà fastidio: è evidente. Un’altra vallata alpina al pari della Val Malenco avrebbe per lo meno un campeggio attrezzato. Vi siete mai chiesti come mai qui non ce ne sia traccia? In diverse occasioni operatori turistici e imprenditori della pietra si sono trovati a condividere pezzi dello stesso territorio. Chi credete abbia avuto la meglio? Da anni le attività economiche della valle sono fortissimamente sbilanciate a sfavore del turismo e nonostante i proclami si continua ancora su questa strada. Da anni le locali organizzazioni dei cavatori organizzano eventi e s’impegnano in mostre e opere editoriali per dirci quanto è bello e “naturale” il serpentino tagliato: una elegante e astuta manovra di facciata che lascia intravedere la coda di paglia. Conosco l’importante ruolo rivestito dalle delle cave nella storia e nell’economia locale e non sono fra quelli che le vorrebbero chiuse. Quello che voglio sottolineare, è il grande, e credo irrecuperabile, squilibrio fra le due principali attività locali. Purtroppo, inoltre, lo strapotere economico, quindi politico, dell’industria estrattiva ha plasmato e plasma tutt’ora il destino della valle con la sua visione delle cose. Di riflesso tutto il territorio è stato contagiato da una cultura speculativa spesso di basso livello: molte delle risorse economiche provenienti dalle cave, sono state reimpiegate in centraline e in una pletora di seconde case, sfitte per gran parte dell’anno, che sono un costo per tutta lo società stanziale della valle. Ogni angolo utile è stato occupato da case e palazzi e quelli che restano lo saranno a breve, per poi cominciare a dedicarsi alle zone alte, magari proprio quelle dove, per facilitare le cose, si è cominciato con l’aprire una strada silvo-pastorale in aiuto di un’inesistente attività d’alpeggio. Anche certe manifestazioni turistiche, come quella pur geniale e d’impatto dei tuffi dalla diga, sembrano rispecchiare questa mentalità. Nel frattempo, fra mille beghe il museo mi risulta essere ancora chiuso. Gli spazi di manovra per un cambio di tendenza sono ormai esigui e richiederebbero un serio patto fra tutti i malenchi in cui, forse, qualcuno dovrebbe essere disposto anche a fare qualche passo indietro. Ma eleganza e magnanimità non sembrano abbondare in loco. L’impressione è che la valle stia mangiando se stessa con una voracità cieca e senza limiti; pochi alla fine avranno la pancia piena, sempre che non muoiano prima d’indigestione.


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« Risposta #2 inserito:: 10 Marzo 2010, 10:28:37 »

prova
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« Risposta #3 inserito:: 13 Marzo 2010, 09:02:08 »

Come dar torto all'articolista?

Alpes marzo 2010
http://www.alpesagia.com/files/data/42006676bd864684a7debb2c181fc5ae.pdf

Si vuole sfregiare
anche il paradiso
dell’Alpe Pirlo


Dopo avere sfregiato irreparabilmente
con costruzioni
oscene erette proprio sotto il
suo fronte, quel gioiello di architettura
contadina che è la contrada
di Scilironi in bassa Valmalenco, ormai
a rischio di crollo, dopo avere permesso
in cambio di un pezzo di pane a societĂ 
varie di privare della loro acqua i
torrenti della valle oltraggiandola con
la costruzione di centraline sia verso
Chiareggio che sopra Chiesa e Lanzada,
dopo avere permesso il tracciato di vere
e proprie strade, definite con grande
coraggio “utili”, all’interno dei meravigliosi
boschi di abete e larice che costituivano
una ricchezza incomparabile per
la Valmalenco, sembra ormai decisa
la costruzione di una strada in quel
paradiso rappresentato dall’Alpe Pirlo
appena sopra Primolo e l’Alpe Lago.
Dagli articoli che ormai si susseguono
sulla stampa locale sembra che l’unico
problema degli amministratori del comune
di Chiesa Valmalenco (che ha il
coraggio di definirsi centro turistico),
non sia la costruzione della strada che
deturperebbe in modo irreparabile una
zona unica della valle, ma il giustificarsi
(come se fosse un merito) che la
strada non viene costruita per facilitare
l’ampliamento delle antiche e storiche
cave di pietra ollare gestite finora in
modo esemplare dalla famiglia Gaggi,
Si vuole sfregiare
anche il paradiso
dell’Alpe Pirlo
ma solo per soddisfare la richiesta dei
proprietari di case dell’area e per agevolarne
l’accesso. Per evitare a primavera
l’inizio dei lavori, si spera in un ripensamento
anche se assai improbabile
degli amministratori, ma se questo non
accadesse, in una strenua opposizione
da parte del CAI e di tutte le associazioni
ambientaliste o che abbiano in qualsiasi
misura a cuore l’ambiente montano
valtellinese in generale e malenco in
particolare. â– 
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« Risposta #4 inserito:: 25 Giugno 2010, 10:58:53 »

per evitare tutto ciò c'è solo una strada forse ancora percorribile dai Malenchi (intesa come maggior parte dei cittiddani della valle)... usare l'unica arma a loro disposizione: il voto!
Eleggere un'amministrazione forte che faccia davvero gli interessi della maggior parte dei cittadini, e quindi diano una svolta decisa alla direzione della valle verso il turismo 365 all'anno, unica verà attività che può portare risorse godibili a tutti i Malenchi (e non solo a Pochi)!
Almeno questo è il mio punto di vista!  Occhiolino
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